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Farro, curiosita’.

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Il farro, povero di grassi, ricco di fibre, di vitamine e di sali minerali, è una pianta erbacea della famiglia delle graminacee:

In Italia si conoscono 3 tipi:

  • Triticum Monococcum è il farro piccolo,

  • Triticum Dicoccum è il farro comune,

  • Spelta Triticum è il farro grande

 

Cenni storici (torna su)

Il farro, gustoso e saporito, era già il piatto preferito dai Romani, era considerato un bene molto prezioso, i Romani lo usavano come moneta di scambio e offerta nei matrimoni: dove la sposa offriva al consorte e alla sua famiglia un dolce o del pane a base di farro.

Conosciuto e coltivato fin dal V°secolo avanti Cristo fu diffuso dai Romani in tutta la Penisola.

Esso trovò il suo spazio di mercato grazie al fatto che cresce bene in terreni poveri e aridi ed è molto resistente al freddo e alle malattie.

A partire dal Medioevo il farro iniziò a perdere la sua popolarità  a causa dell’introduzione di

altre varietà di cereali e per il suo alto contenuto di fibre, motivo fondamentale per cui oggi, proprio per questa caratteristica è stato reinserito nelle diete alimentari.

Valori nutritivi (torna su)

Questo cereale “vestito”(glumetta pellicola esterna del chicco ricca di fibre) si trova in commercio in due forme: farro decorticato (o semplicemente farro) e perlato.

I farro decorticato conserva la glumetta intatta, che viene eliminata nel farro perlato, che si presenta di colore più chiaro e cuoce in minor tempo.

Il valore nutrizionale del farro è molto simile al grano tenero. E’ ricco di vitamine A, B, C, E e sali minerali, calcio potassio, magnesio, e fosforo, contiene proteine, acidi grassi e polinsaturi, ferro, rame e manganese, ha un altro contenuto di fibre  che favorisce il regolare lavoro dell’intestino.

Un pasto a base di farro fornisce senso di pienezza ritardando lo stimolo della fame, mentre nelle diete alimentari offre un importante apporto di proteine, vitamine, sali minerali tra cui il ferro e il calcio:

Le fibre hanno dunque un effetto positivo sulle malattie metaboliche, come il diabete e l’ipercolesterolemia, combattono la stipsi, la diverticolosi, e la malattia emorroidaria.

Per quello che riguarda il colesterolo il Farro ha un tenore bassissimo ed essendo ricco di calcio, è importante nella dieta dei bambini che in quella della terza età per prevenire l’osteoporosi.

Cottura (torna su)

Il farro come tutti i cereali in chicchi, necessita di un accurato lavaggio prima di essere cucinato. Per il farro perlato la cottura avviene in abbondante acqua salata per almeno 20/30 minuti, mentre il farro decorticato necessita di una notte di ammollo e dai 40/60 minuti di cottura.  Una volta cotto può essere usato come base per insalate fredde oppure aggiunto ad un minestrone di verdure, condito con sughi vegetali ed usato come avviene per il riso.

La dose per persona è di circa 70/80 gr.

Consigli (torna su)

Se si cucina una zuppa (con gr. 400 di prodotto secco si ottengono da 6 a 8 porzioni di zuppa) e, se non si consuma tutta, può essere conservata in frigo per 2 o 3 giorni o congelata in pratiche vaschette per almeno 3 mesi. Se non si dispone di molto tempo si può cuocere il farro la sera prima,

fermando la cottura circa 10 minuti prima del previsto, e si può conservare in frigo per 5 o 6 giorni ed utilizzarlo al bisogno sia in aggiunta di minestroni di verdure o come base per insalate fredde e farotti.

Conservazione (torna su)

Per conservare questi prodotti è necessario un luogo fresco ed asciutto, lontano dalla luce del sole.

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